Ciarrocca: “Vi svelo Thiel e gli altri della Paypal Mafia che stanno cambiando il mondo”

Ciarrocca: “Vi svelo Thiel e gli altri della Paypal Mafia che stanno cambiando il mondo”

Cosa c’è nell’anima nera della Silicon Valley, fra conferenze sull’Anticristo, affari multi miliardari e un potere che vuole stravolgere il sistema in cui abbiamo vissuto negli ultimi 80 anni. L’intervista

Fra moltissimi libri che invadono le librerie e il Web nei formati digitali, ce n’è uno che chiunque dovrebbe leggere. Si intitola L’anima nera della Silicon Valley – La vera storia di Peter Thiel, edito da Fuori Scena di Rcs e scritto dal giornalista Luca Ciarrocca (firma di Domani e del Fatto Quotidiano, già al Giornale e a Repubblica, fondatore e direttore di Wall Street Italia). Perché pochi altri testi come questo spiegano molto bene e svelano nei dettagli chi sono i nuovi detentori del potere e come vogliano abbattere l’impianto del mondo come lo abbiamo conosciuto dal secondo Dopoguerra ad oggi. Al centro c’è la figura di Thiel. Ne parliamo con Ciarrocca.

La storia di Peter Thiel è fondamentalmente quella di un bambino e poi ragazzino senza radici, che cresce spostandosi fra Paesi e continenti (Germania, Usa, Sudafrica, Namibia, la cittadinanza neozelandese). E questo essere in continuo movimento è tratto distintivo di diversi fra i nuovi anarco-capitalisti miliardari che vogliono rifare il mondo alla loro maniera. Un mondo come scacchiera da dominare, dunque, visto che Thiel è anche un bravissimo scacchista?
“La risposta è sì, a tutte le questioni che poni. Guardiamo per capirci subito ai due “sudafricani” del gruppo, Thiel e Musk, cresciuti in Sudafrica tra apartheid, scontri, razzismo benestante bianco ad escludere tutti gli altri, e razzismo violento di ritorno di chi ha la pelle più scura, dopo decenni di classismo e discriminazioni. Va detto subito, però, che a differenza di altri tecno-oligarchi Peter Thiel ha uno spessore intellettuale, ideale, diverso. Maggiore”.

Cosa lo rende così differente dagli altri, tutti più visibili di lui e tutti in vario modo legati a lui?
“Intanto è un visionario, non solo un autocrate. Ha creato aziende nella Silicon Valley che tutti nel mondo conosciamo e usiamo, ne cito qualcuna: Paypal, i finanziamenti chiave per la nascita di Facebook di Zuckerberg (ora Meta, ndr), e la salvezza di Musk dalla bancarotta della prima fase di SpaceX, con i razzi esplosi e falliti, mediante i corposi assegni staccati da Thiel. Ma non scordiamo Airbnb, pure quella “figlia” del suo interesse e finanziamento”.

Ed eccoci a Palantir, nome delle pietre della visione a distanza nel Signore degli Anelli, che da diversi anni battezza l’azienda di controllo, sorveglianza e immagazzinamento dati leader mondiale del settore, e guidata pure questa da Peter Thiel.
“Questa impresa è incardinata nell’amministrazione Trump, nel ministero Usa della Guerra e quindi dà motore e uomini, come il vicepresidente JD Vance, al metodo dell’attuale presidente degli Stati Uniti. Ed è solo l’ultimo passo su una strada teorica e ideale che Thiel aveva inaugurato con la Stanford Review, la rivista da lui creata che prese posizioni totalmente opposte alla Silicon Valley di quegli anni, libertaria e vicina alla sinistra americana. Thiel è sempre stato vicino alla destra, anti woke, anti politiche inclusive, profondamente dentro lo Stato Maga di Donald Trump ma allo stesso tempo insofferente delle troppe regole e leggi che limiterebbero la sua libertà di imprenditore. Criticabilissimo e anche inquietante, come molti trovano la sua figura, ma Thiel ha un suo approccio intellettuale a tutte le sue imprese, come se fossero unite in un grande puzzle”.

Leggi anche: Il tecnocrate fissato con l’Anticristo e il signore delle Gpu. Dentro il potere gestito con le AI.

Torniamo alla Silicon Valley. Cosa abbiamo sbagliato, nell’avere la percezione di un posto dinamico, creativo, inclusivo, progressista, per poi trovarci di fronte a tecno miliardari vicinissimi alla destra e che vogliono rompere le regole per imporre quelle che fanno comodo a loro?
“Non è che abbiamo sbagliato. È che per anni, pur con i suoi problemi ed eccessi, la Silicon Valley con le sue aziende tecnologiche si poneva al resto del mondo come la descrivi tu. La mutazione si è completata con la seconda amministrazione Trump, abbiamo tutti negli occhi il giorno dell’insediamento dove attorno al presidente rieletto c’erano tutti i mega miliardari, da Musk a Bezos, da Zuckerberg a Pichai, l’unico che già nel 2016 aveva finanziato Trump e quindi, a suo modo, più coerente dal punto di vista ideologico, è proprio Peter Thiel. Potere, profitto, vicinanza al presidente è l’approccio opportunistico e realista di tutti gli altri in questa fase”.

Tutti a parlare, sparlare, criticare Donald Trump, ma forse non si è capito abbastanza cosa si sta preparando quando non dovesse più esserci lui, non trovi?
“Sì, Thiel lo dice in modo molto chiaro. Fra lui e Trump non c’è sintonia culturale né ideale né caratteriale. Come sappiamo Thiel è omosessuale e già solo questo lo pone agli antipodi del machismo del presidente Usa, le differenze sono anche altre. Ma sempre lui definisce Donald Trump come un ariete, una wrecking ball, la palla di demolizione del sistema come lo abbiamo conosciuto negli ultimi 80 anni, cioè dalla fine della Seconda guerra mondiale ad oggi. E fa da apripista per altri cambiamenti, netti e traumatici, che vedremo. La linea di prosecuzione di questo smontaggio dell’ordine delle cose e delle istituzioni è rappresentata da JD Vance, valorizzato, finanziato, creato come politico da Thiel a partire da quando era solo uno studente”.

Possiamo allora dire che la democrazia è destinata ad essere scossa dalle fondamenta nel prossimo futuro?
“Sì, ma lo scenario è complesso e non facile da analizzare. Anche per la particolarità di questa versione degli Usa: quelli dei tre attentati, finora, contro Trump, e di un presidente che parla e posta contraddicendosi ogni cinque minuti, messo di fronte alla Cina con una visione ultradecennale di quel che vorrà essere e a un leader, come Xi Jinping, che parla pochissimo e pesa molto le parole. Mai visto uno scenario Usa del genere prima. Non resta che osservare attentamente cosa accadrà nel prossimo futuro”.

Ed eccoci alla visione intellettual-spirituale di Peter Thiel, con le sue ossessioni per l’Anticristo. È frutto di un certo esoterismo american style alimentato dal potere sulla tecnologia e su capitali miliardari, oppure si tratta di frasi ad effetto dette in conferenze in giro per il mondo da un abile venditore dei propri affari?
“Beh, Peter Thiel è di certo un abilissimo uomo di marketing e perciò ammanta di spiritualismo tecnologico il modo in cui poi presenta le sue aziende, ma ha anche i suoi punti di riferimento intellettuali, dallo storico René Girard con la sua teoria del desiderio mimetico (desideriamo quello che vogliono gli altri, questo porta alla competizione e all’imitazione, ndr) al teorico politico nazista Carl Schmitt. Molto efficace, da questo punto di vista, l’essere riuscito a portare di recente le sue conferenze sull’Anticristo a Roma, sede del Vaticano sul cui soglio siede peraltro il primo Papa americano della Storia. Ma ricordiamoci che il messianismo fa sempre parte degli Usa, con le ricadute evangeliche sul potere politico e i pastori americani che pongono le mani su Trump, e che sui dollari c’è stampata la frase In God We Trust. Denaro, tecnologia come controllo e quindi tecnologia bellica ai massimi livelli. Non avrebbero preso Maduro né ucciso Khamenei il vecchio né centrato centinaia di bersagli a Gaza senza la tecnologia di Palantir di Thiel. Ma non possiamo dimenticare che con tutta la potenza della sorveglianza e del controllo della sua azienda, Peter Thiel dovrà spiegare perché sia stata rasa al suolo per sbaglio la scuola per l’infanzia iraniana di Minab, con oltre 150 morti la maggior parte dei quali fra i 7 e i 12 anni”.

Leggi anche: Sai cos’è l’herding? Dovresti, perché ci sei dentro fino alla testa.

La foto di Luca Ciarrocca viene dal suo profilo Facebook, la foto di Peter Thiel viene da Wikipedia, l’autore è Dan Taylor su licenza Creative Commons con citazione By Dan Taylor – https://www.flickr.com/photos/heisenbergmedia/13887527438/, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=47940471

Cristiano Sanna Martini

Giornalista e docente, musicista, viaggiatore. Ho lavorato per L’Unione Sarda, Il Sole 24 Ore, Cineforum, Videolina, Lettera43, Duel, Radio X, RadioPress. Per oltre 20 anni a TiscaliNews, dove è nata la vertenza che ha portato all'applicazione dei giusti contratti nel giornalismo online in Italia, prima non c'era nulla. Insegno Giornalismo e Fotoreporting all'Università degli Studi di Cagliari, sono programmista e podcaster per Rai Radio 1 con le puntate di SongWizard. Studio l'AI applicata ai media e ne parlo in panel, workshop e al Tedx come speaker. Quando non scrivo, parlo in radio o in video e non insegno, faccio musica e concerti (Elora, Tancaruja, Signor Palomar) o scrivo testi e musiche per il teatro. Mi trovi anche sui social. Nel mezzo molta natura, molto sport, arte e le altre cose belle della vita.

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