Murino: “Io in scena come Medea, mito feroce che dice molto dei nostri tempi”
Intervista con l’attrice, che in scena incarna uno dei personaggi più affascinanti e terribili di sempre
Caterina Murino apre il 27 agosto il programma della seconda edizione del Quartu Cultura Festival (nella suggestiva cornice naturalistica del Parco Molentargius Saline, con eventi fino al 10 settembre). La seconda edizione del festival (organizzato dalla Fondazione Quartu Cultura) ha il suo taglio del nastro proprio con la Medea rivisitata e diretta da Orlando Forioso e interpretata dalla Murino. Gli altri appuntamenti: il 29 agosto Giancarlo Giannini e Marco Zurzolo in Le parole note, il 3 settembre il concerto di Raphael Gualazzi, il 5 settembre spazio alla danza con Rendez-Vous e il 10 il concerto jazz-swing di Karima alla voce con Dado Moroni al pianoforte. Qui l’intervista con Caterina Murino in una pausa delle prove di Medea.
Il mito di Medea ha diverse versioni, da quella di Esiodo fino a Euripide e Ovidio. E diventa, via via, da regina tradita che si vendica in modo tremendo, a forza quasi soprannaturale, da temere. Com’è che questo personaggio tragico, mitico anche, continua ad attirare gli autori e il pubblico?
“Orlando Forioso, autore di questo testo per me già dodici anni fa, si è ispirato alle versioni di Euripide e Seneca. Ne è nato lo spettacolo prodotto assieme al Teatro di Bastia, in questo tour lo rappresentiamo per la prima volta in italiano. Il fascino senza fine di Medea credo si spieghi col fatto che gli antichi Greci avevano già capito molto della natura umana, e quindi quelle emozioni, quelle vicende, raccontano anche tutti noi oggi. Poco importa che nel mentre siano arrivate le macchine volanti o l’AI, nel profondo noi restiamo ciò che veniva raccontato già secoli fa, e Medea, mito feroce che porto in scena diventa un simbolo, un’icona, è moderna per come rispecchia i lati umani oscuri e dolenti, fino a rompere il tabù supremo dell’infanticidio, che non a caso ogni tanto occupa anche le cronache di oggi, sconvolgendoci”.
Portare in scena Medea oggi può servire a innescare nuove riflessioni sugli effetti devastanti di un tradimento subito?
“Nella storia di Medea, l’essere stata tradita è di certo un elemento fondamentale della vicenda, della narrazione, ma Giasone che la lascerà, gettandola nella sofferenza, è un personaggio che spiega bene cosa significhi inseguire le proprie ambizioni, usare anche le persone amate per la propria carriera, gettando chi ti ama in una solitudine piena di dolore che scatena una vendetta terribile. Ancora oggi leggiamo notizie di madri che uccidono i propri figli, e spesso lo fanno dopo aver mandato segnali del loro malessere, della loro difficoltà e solitudine, segnali che vengono ignorati finché non si scatena il dramma. E tutti questi elementi sono presenti nella tragedia di Medea”.
In questa versione di Medea c’è anche il coro corso A Filetta. Le loro voci, così caratteristiche, hanno la funzione che ricopre effettivamente il coro nella tragedia greca?
“In questa replica non saranno fisicamente sul palco con me, a rispondere con il loro cantato al mio monologo ma li avremo in video, con sonorità che ci riportano a quella Colchide arcaica in qui si muoveva Medea e a cui dò voce e corpo sul palcoscenico. Ci saranno due ballerine, dei bambini, ma tutti questi elementi stanno attorno al mio monologo che ne salda insieme quindici diversi, interni”.
Andando oltre il tuo impegno teatrale, il tuo percorso di attrice comprende anche la tv e il cinema. Sei o sarai impegnata anche su questi fronti?
“Sì, uscirà prossimamente The Opera! sulla storia di Orfeo e Euridice, e nel cast oltre a me ci sono Vincent Cassel e Fanny Ardant. Arriverà anche Forty Love, diretto dal grande fotografo Pierre-Ange Carlotti, nel cast c’è la grande Catherine Deneuve, ho appena girato la serie diretta da Martin Scorsese The Saints e fra breve inizieranno le riprese di una nuova serie tv”.
In tutto questo, e con la Francia diventata una seconda casa che ti ha accolto con grande affetto, dandoti tanto, manca forse un po’ di spazio in più nel cinema e nella tv italiani?
“Non sento mancanze, ad esempio lavoro sull’opera in uscita a settembre è di fatto un film italiano diretto da Davide Livermore e Gep Cucco. E si incastra con gli altri miei lavori di attrice all’estero”.
Anni fa tu hai fatto capire, con scelte di lavoro artistico molto nette e chiare, di non voler in alcun modo finire nel mucchio di bellezze da gossip, da calendario, patinate, che imperversavano più che mai in quel periodo. È stato difficile e ha comportato rinunce, tenersi alla larga da quella scena?
“No, è stato una questione di chiarezza con me stessa e di tenacia, che mi ha ripagato. Non credo che certe bellezze da calendario potrebbero stare sul palco a recitare a memoria il mito feroce di Medea, per fare un esempio, e più in generale, una volta che tracci una strada e la percorri, è la strada stessa che ti porta nella direzione che desideri, evitandoti illusioni e passi falsi. Quindi sono soddisfatta, felice del mio percorso”.
Piccolo sguardo al privato. Cosa ama fare Caterina Murino quando non è sul palcoscenico o sul set, per rigenerarsi?
“Beh, intanto sono mamma felice di un bimbo che ha un anno, e questo mi tiene impegnata occupando tanta parte del mio tempo e delle mie energie. Poi adoro occuparmi degli animali, prima che nascesse il mio piccolo ero impegnatissima nel recuperare cani e gatti e consegnarli alle famiglie adottanti, arrivando a farmi ore di treno solo per vedere un animale trovare casa, famiglia e amore. Natura e animali sono la dimensione che più mi fa star bene e mi dà serenità”.
Nella foto, concessa dalla produzione: Caterina Murino sul palcoscenico, nei panni di Medea


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