Sai cos’è l’herding? Dovresti, perché ci sei dentro fino alla testa

Sai cos’è l’herding? Dovresti, perché ci sei dentro fino alla testa

Poche risposte, molte domande e un ottimo inizio per capire di più di quel che viene fatto delle e con le nostre vite

“Non ho niente da nascondere, dunque perché dovrei preoccuparmi?”. Ancora: “I cookies servono a mandarmi la pubblicità già personalizzata, perciò evito di perdere tempo”. E ancora: “Alexa e simili mettono la mia musica preferita, accendono, spengono o regolano le luci di casa mia senza che debba mollare tv e console e alzarmi dal divano. E mi sta bene così”. Tiriamo una bella riga a consuntivo di questi tre modi di pensare molto diffusi, ed eccoci in pieno herding. E’ arrivato il momento di sapere cos’è.

Prima tappa

Premessa: questo scritto non darà risposte, farà domande. La prima delle quali è: sai cos’è l’herding? Perché ci sei dentro fino al collo, anzi, fino a tutta la testa. Ci siamo dentro tutti e lo ignoriamo. Ecco allora il rinvio ad uno dei migliori strumenti a disposizione per capire cosa siamo noi esseri umani, noi persone, nello scacchiere della ridefinizione di rapporti e poteri sociali ed economici legati alla tech economy e alle imprese disruptive della Silicon Valley.

Di cosa scrivo? Di Tesla, SpaceX, Microsoft, Facebook, Amazon, Google, Whatsapp, Instagram (che con Facebook fanno l’impero Meta). Di loro sappiamo che offrono servizi rapidi ed efficienti a costi limitatissimi o zero, che mettono in contatto persone e che le profilano. Come e perché è materia di discussioni, guerre di religione, audizioni al Congresso Usa con risposte come “non so, non saprei, lo ignoro” dette da chi controlla uno di questi imperi.

Seconda tappa

Strumenti, dicevamo: cominciamo da Il capitalismo della sorveglianza, di Shoshana Zuboff, prima donna ad avere una cattedra di ruolo ad Harvard, dove insegna analisi sociologica del business applicato alle imprese modello Silicon Valley. Una di quelle università dove si formano i nuovi padroni del mondo. Sono oltre 600 pagine, con note relative ad ogni capitolo. Te la senti? Non è come controllare le notifiche su Instagram, i mi piace su Facebook e le reazioni ai video di balletti e sketch su TikTok. Ma vale la pena, perché è uno degli studi meglio documentati su cosa ci sia dentro il cuore volutamente offuscato delle macchine da miliardi di dollari che controllano i Gigacapitalisti. I signori di cui scrivo sopra.

Terza tappa

Herding, tuning, ridefinizione dei comportamenti umani, sbilanciamento unilaterale delle forze in campo a favore di chi ti da un servizio, te lo toglie, lo usa per ottenere altro, lo fa volutamente malfunzionare finché non fai quello che ti viene imposto per tornare alla normalità. Si passa per le teorie di Hal Varian, Alex Pentland e Burrhus F. Skinner. Sai chi sono? Dovresti, perché senza il loro pensiero non avremmo Musk, Zuckerberg, Page e Brin, Bezos e i loro super specialisti strapagati. Diversi dei quali ora vanno in giro per il mondo a dirsi pentiti di quel che hanno progettato e realizzato, ma facendoci prima un mucchio di soldi. Il documentario Netflix The Social Dilemma, che per molti è stato una secchiata d’acqua gelida in pieno viso, ha svelato in modo approssimativo solo la punta dell’iceberg.

Hal Varian, Alex Pentland, Burrhus F. Skinner, il loro pensiero è fondamentale per la tech economy

Quarta tappa

Dicevamo: tuning, herding, masse di dati che nessuno scienziato ha a disposizione nella misura in cui ne dispongono gli scrittori di algoritmi della Silicon Valley. O in Cina (sì, Shoshana Zuboff svela come funziona il sistema di crediti sociali Sesame/Zhima Credit che forgia, regola e piega ogni comportamento umano) o ancora in Russia. Domande: come ha fatto Google a diventare così grande, veloce, potente, indispensabile? Cosa c’è dentro il suo motore? Quanto li ha aiutati la connivenza col potere, in particolare con l’amministrazione Obama? Sedici regole da conoscere, 16 principi che regolano il loro business costruito sulle nostre vite. Sai come? Dovresti. Comincia a leggere, comincia a studiare sul serio, questo può essere un ottimo punto di partenza.

Ultimo avviso, e buon viaggio

Mi limito a citare la regola 15, poi chiudo perché mi sono dilungato troppo. Il mio Seo advisor dice che avrei dovuto scrivere di meno. Chi lo decide? Chi decide cosa l’algoritmo che mi segue in tempo reale mentre scrivo decide che io debba decidere? Google da poco dice di aver rifatto regole e algoritmo contro la diffusione di fake news che è passata per anni anche attraverso il suo motore di ricerca. Siamo all’herding delle notizie, del sapere. Sai cos’è? Dovresti. Non accontentarti. Studia, approfondisci.

Regola numero 15 dicevo, questa sì, la prendo dal capitolo 11 di Il capitalismo della sorveglianza, di Shoshana Zuboff: “Ignoranza. Continua ad essere una spiegazione rilevante. I capitalisti della sorveglianza rivestono il ruolo predominante in una divisione anomala dell’apprendimento. Possono sapere cose che noi non possiamo sapere, e allo stesso tempo nascondono le loro intenzioni pratiche dietro le quinte. Impossibile capire qualcosa che viene elaborato in segreto e progettato per essere illeggibile. Sono sistemi pensati per intrappolarci, sfruttando le vulnerabilità originate dalla divisione asimmetrica dell’apprendimento e ingigantite dalla nostra mancanza di tempo, risorse e sostegno”. Cosa puoi farci? Comincia, comincia a saperlo. E’ un’avventura della dignità umana.

Shoshana Zuboff (Foto Alexander von Humboldt Institut su licenza Creative Commons)

Cristiano Sanna Martini

Giornalista e docente, musicista, viaggiatore. Ho lavorato per L’Unione Sarda, Il Sole 24 Ore, Cineforum, Videolina, Lettera43, Duel, Radio X, RadioPress. Per oltre 20 anni a TiscaliNews, dove è nata la vertenza che ha portato all'applicazione dei giusti contratti nel giornalismo online in Italia, prima non c'era nulla. Insegno Giornalismo e Fotoreporting all'Università degli Studi di Cagliari, sono programmista e podcaster per Rai Radio 1 con le puntate di SongWizard. Studio l'AI applicata ai media e ne parlo in panel, workshop e al Tedx come speaker. Quando non scrivo, parlo in radio o in video e non insegno, faccio musica e concerti (Elora, Tancaruja, Signor Palomar) o scrivo testi e musiche per il teatro. Mi trovi anche sui social. Nel mezzo molta natura, molto sport, arte e le altre cose belle della vita.

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