[Intervista] Alanis: “Così ho ritrovato l’armonia con me stessa e il mondo”
Il grande successo, poi il crollo, gli anni di sofferenza e la maternità. Priorità ora: fare i conti con se stessa

Ritorna la voce che ha cantato, con più fortuna commerciale di chiunque altra dai tardi anni Novanta ad oggi, la rabbia interiore delle donne e il disagio di crescere senza trovare la sintonia con il proprio corpo, con la propria femminilità. Sono passati 60 milioni di dischi venduti, 7 Grammy Award, 14 nomination (più una ai Golden Globe) da quando la 21enne canadese Alanis Morissette esordiva con il suo primo album Jagged Little Pill sull’etichetta discografica di Madonna. Il 28 agosto è uscito Havoc And Bright Lights, suo nuovo album lanciato in versione plurima, preceduto dal singolo Guardian dedicato da Alanis a suo figlio. E’ in pieno svolgimento il tour mondiale mentre parliamo con la cantante forse più influente sui talenti vocali pop e rock degli ultimi 20 anni.
Havoc: intende quel particolare sentimento di frenesia e confusione che si impadronisce di chi vive in grandi città? E’ di questo che parlano le nuove canzoni e ce ne sono alcune che preferisce?
“Tra le canzoni dell’album Edge Of Evolution mi sorprende perché testimonia con forza il desiderio di parlare del rapporto con la propria coscienza. Un pezzo che per diverso tempo mi è stato sconsigliato di includere nel disco. Ma io credo che sia parte della storia di ogni persona accettare il viaggio, pericoloso, nel proprio ego, e poterne parlare. Magari accostando al testo una musica che comunque possa colpire anche chi trova ostico questo tema. Il singolo Guardian parla del mio ruoli di madre, del rapporto con mio figlio e di come la sua crescita e trasformazione siano anche le mie”.
Milioni di aspiranti cantanti professioniste ancora guardano ad Alanis come modello di riferimento. Sono trascorsi anni dall’arrivo del primo, enorme successo. Dopo momenti di crisi e autoesame oggi è più in sintonia con se stessa?
“Molto di più. A 38 anni e dopo tutta la terapia a cui mi sono sottoposta, se oggi non fossi a posto in me dovrebbe esserci qualcosa di veramente sbagliato. Ho imparato a scrivere canzoni totalmente sincere, senza auto-censura, raccontandomi per davvero. E a vivere con la stessa sincerità ogni giorno della mia vita. E’ impegnativo, a tratti mi spaventa, ma il beneficio che ne traggo è grande”.
Sta scrivendo un libro? Si prepara a esordire come scrittrice?
“Sì, ci sto lavorando da tempo e siamo a oltre 800 pagine scritte. Naturalmente il libro nella sua forma definitiva non sarà così lungo. Ma è un progetto a cui tengo tanto. Il tour mi terrà impegnata fino a marzo del 2013, poi rimetterò mano al progetto narratiivo. D’altra parte la persona che ammiro di più negli ultimi anni è Debbie Ford, una cara amica e una scrittrice e insegnate che mi ha profondamente colpito quando ho assistito alle sue conferenze. Ha scritto un libro meraviglioso che mi ispira ancora, si intitola Il lato oscuro di un cacciatore di luce“.
Cos’è che considera più importante nella sua vita?
“ll contatto. Essere aperta, aprire me stessa per stare in connessione con Dio, con la natura, con gli amici attorno a me, con i miei cari, niente ha più valore di questo. Ho imparato a farlo in modo più veloce e più naturale rispetto a quando ero più giovane”.
Niente soldi o fama ai primi posti, quindi. Anzi, a ben vedere non rinchiudersi nel proprio ego deve essere davvero la migliore strategia per vivere bene su questa terra.
“Io ho una sola strategia. Permettere che le cose accadano, lasciare che fluiscano, che fluiscano anche i miei stati d’animo, senza bloccarne nessuno, permettendo a me stessa di viverli tutti, dai momenti di euforia super-energetica a quelli in cui stanchezza, dubbio o debolezza hanno il sopravvento”.
(Apparso originariamente su TiscaliNews il 3 settembre 2012)


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