“Rido di me stessa con gli altri. Forse per questo mi vogliono così bene”
A tu per tu con Michelle Hunziker, di cui si è scoperto quanto dolore, presa di coscienza e battaglia per la propria dignità ci fossero dietro un perenne sorriso tv
Questa conversazione si è tenuta prima di una delle tappe del tour nazionale di Mi scappa da ridere. Spettacolo teatrale brillante che ha visto Michelle Hunziker impegnata per tre anni di seguito. Un piccolo ritratto della donna complessa che sta dietro il sorriso che ha ammaliato il pubblico italiano, e l’energia positiva che ne ha fatto una stella tv.
Michelle, tre anni in scena con lo stesso spettacolo significano un grande successo popolare anche a teatro.
“Beh, direi proprio di sì. Mi hanno spesso chiesto se sia uno spettacolo autobiografico, io amo dire che è una dissacrazione della celebrità e del mio personaggio pubblico. Si ride molto, rido di me stessa assieme al pubblico. Ci si diverte assieme e io davvero sono al settimo cielo per aver raggiunto un così bel risultato”.
Non c’è mai stata una incrinatura nella tua popolarità. Qual è il segreto di un rapporto così speciale con la gente?
“Beh, intanto ringrazio il Signore per avermi dato la possibilità di fare un lavoro che io amo tantissimo e che non ho mai preso per scontato. Mi è sempre piaciuto stare in mezzo alla gente, senza inutili barriere o atteggiamenti sospettosi. Fa parte del mio carattere. Credo che il resto venga tutto da lì”.
Come fai a controbilanciare i molteplici impegni pubblici con il ruolo di madre di diversi figli, e tutti di età diversa fra loro?
“Stabilendo le priorità, in cima alle quali è sempre stata mia figlia Aurora e la mia famiglia. E’ stata lei a darmi la forza di fare le cose per bene, scegliere con cura, stare attenta alle conseguenze di quelle scelte. Ho anche avuto la fortuna di lavorare a non troppi chilometri dal mio posto di lavoro. Per esempio quando terminavo una puntata di Striscia La Notizia rientravo a casa mia, tornando alle cose di tutti i giorni e al ruolo di mamma, come fanno tante altre madri-lavoratrici. E come tante di loro, se ogni tanto mi allontano la reazione di una figlia prima adolescente e ora giovane donna è spesso tutt’altro che disperata, anzi si riassume in un sonoro ‘ma vieni!'”.
Passiamo a un tema più drammatico. Le statistiche dicono che in Italia viene uccisa una donna ogni due giorni. Questa violenza include molto spesso lo stalking. Di cui anche tu in passato sei stata vittima, per poi fondare assieme a Giulia Bongiorno l’associazione che sensibilizza proprio su questo tema caldissimo.
“Mi fa piacere parlare di questo argomento, perché è davvero attuale e drammatico. Credo che in Italia ci sia ancora molto da fare per sensibilizzare la gente circa la necessità di evitare la strage di donne. E’ proprio una battaglia culturale. La fondazione Doppia Difesa è sempre attiva e ci siamo trovate di fronte a fatti davvero preoccupanti che continuano ad aumentare. Prima del mio spettacolo ho partecipato anche al flash mob della campagna mondiale One Billion Rising”.
Tanto successo tra tv e teatro, forse non altrettanto al cinema. Non ti manca?
“Sono stata io a scegliere questo percorso. Ho fatto un po’ di cinema, popolare e trasversale come sento di essere io. Se dovesse arrivare un copione romantico e divertente alla Jim Carrey accetterei con entusiasmo. Di certo non mi ci vedo a indossare panni drammatici. Bisogna essere onesti prima di tutto con se stessi”.

(Originariamente pubblicato su TiscaliNews il 13 febbraio 2013)


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